Esenzioni Imu anno 2021

Per il saldo relativo all’Imu i contribuenti dovranno porre particolare attenzione ad una serie di significative novità collegate alla sussistenza di esenzioni, riferite alla sola prima rata o all’intera annualità, legate esclusivamente all’emergenza Covid.

La legge di Bilancio 2021 (articolo 1, comma 599, legge 178/20) e il decreto Sostegni (articolo 6 sexies, Dl 41/21) hanno sancito l’esenzione dal versamento della prima rata Imu del 2021 per molteplici tipologie.

Tra questi troviamo gli alberghi e le pensioni, di categoria catastale D/2, e gli immobili strumentali appartenenti ai soggetti che avevano diritto al contributo a fondo perduto, previsto dal decreto sostegni, a condizione, tuttavia, che fossero anche gestori delle strutture.

Nulla continuerà a essere dovuto, anche a saldo, relativamente agli immobili di categoria D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, che sono esenti per le intere annualità 2021 e 2022, a condizione che i gestori degli stessi siano anche i soggetti passivi d’imposta (articolo 78, Dl 104/2020).

Uno dei dilemmi più comuni dei contribuenti e degli Enti impositori, è quello oggetto di numerose controversie che hanno come elemento del contendere l’abitazione principale in presenza di residenze distinte di coniugi non separati.

La Suprema Corte, con orientamento ormai granitico, ha stabilito che “l’esenzione per l’abitazione principale non può mai essere sdoppiata, neppure in caso di residenza in Comuni diversi. Il punto, però, è che – sempre alla luce di tale orientamento – laddove non sia dimostrato che il nucleo familiare risieda e dimori nello stesso immobile, l’esonero non compete per nessuna unità” (Cassazione, 17408/2021).

Tale arresto potrebbe essere suscettibile di penalizzare quelle circostanze di fatto per le quali i coniugi abbiano effettivamente l’esigenza di tenere dimore distinte.

La questione è stata oggetto di molte ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale, tuttavia, nell’attesa che entri in vigore la nuova regola stabilita dal Parlamento, con la conversione del Dl fisco lavoro, il contribuente deve, alla luce delle pronunce della cassazione di cui sopra, pagare l’imposta in tutti i casi in cui i due coniugi non abbiano residenza e dimora nella stessa casa.

Ad ogni buon conto, nell’ipotesi di residenze disgiunte nel medesimo Comune, la legge già assicura che una delle due unità, a scelta del contribuente, possa essere esente.

Anche la tassazione delle aree edificabili rimane una questione critica per i contribuenti.

Ciò sia in forza dell’ampia (anche troppo) nozione di edificabilità, sia per la oggettiva difficoltà di attribuire dei valori corretti ed uniformi a queste aree.

Difatti, è ritenuta “fabbricabile” l’area così qualificata dallo strumento urbanistico generale, anche solo adottato dall’Ente e non ancora approvato dagli organi regionali.

Ne deriva che il suolo viene tassato, sulla base del valore di mercato, anche se in concreto non sarà possibile alcuna costruzione, in assenza dei necessari provvedimenti attuativi.

Si consideri, inoltre che, in base all’articolo 1, comma 746, della legge 160/19, anche un’area oggetto di lavori di costruzione è comunque ritenuta fabbricabile, sebbene difetti dei requisiti di carattere urbanistico.

La Cassazione, infine, è ormai consolidata nell’affermare la rilevanza della cosiddetta «edificabilità di fatto», ovvero quella condizione che caratterizza, senza pretesa di essere esaustivo, i suoli ubicati in prossimità del centro abitato, dotati di servizi essenziali e di opere di urbanizzazione primaria (ordinanza 30732/21).

Per farla breve, in presenza di questi requisiti (di fatto), l’area è considerata “edificabile” anche se mancano quelli (i requisiti) formali.

Ultimo aspetto da considerare è la circostanza che, con la riforma dell’Imu del 2020, le attribuzioni e le variazioni riguardanti la qualifica di edificabilità hanno effetto immediato, e non differito all’anno successivo.

Ciò sta a significare che laddove l’Ente avesse adottato lo strumento urbanistico, ad esempio, il 20 agosto 2021, il mutamento di qualità del suolo avrà effetto ai fini Imu già per gli ultimi cinque mesi dell’anno in corso.

 

Avv. Antonio Martinoli

Iscritto presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma

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